Blog su leadership e comunicazione | Davide Caforio

Delegare: perché i collaboratori continuano a chiederti conferma

Scritto da Davide Caforio | Oct 2, 2026, 5:42:52 PM

Se i collaboratori ti chiedono conferma anche per cose che potrebbero decidere da soli, raramente è un problema di capacità. Più spesso non sanno fin dove possono decidere, oppure hanno imparato che la loro decisione verrà comunque corretta. Delegare davvero significa chiarire i confini e poi resistere alla voglia di rimettere mano.

La scena la conosci

Il telefono che squilla anche in vacanza. La mail inoltrata con un «dimmi tu». Il lavoro che rifai da capo perché fai prima. A fine giornata ti chiedi perché le persone che paghi non decidono, e intanto la coda delle cose che aspettano te si allunga.

Perché le persone chiedono conferma

Nella mia esperienza i motivi sono quasi sempre tre.

  • Non sanno fin dove arriva la loro autonomia. Nessuno l'ha mai detto in modo chiaro, quindi nel dubbio chiedono.
  • L'ultima volta che hanno deciso da soli, la decisione è stata cambiata. Hanno imparato che conviene aspettare.
  • Chiedere è più sicuro. Se va male, la responsabilità resta a chi ha detto sì.

Nessuno dei tre riguarda la bravura delle persone. Riguardano il modo in cui la delega è stata data, o non data.

La parte che riguarda chi guida

Per questo nel coaching si comincia dal titolare, con qualche domanda scomoda. Cosa temi che succeda se decidono loro? Quanto costa davvero un errore in quell'attività? Quante volte hai corretto una decisione che andava bene comunque, solo perché tu l'avresti presa in un altro modo?

Spesso viene fuori un bisogno di controllo. È comprensibile in chi ha costruito tutto da sé: per anni il controllo è stato il motivo per cui l'azienda ha funzionato. A un certo punto, però, diventa il motivo per cui non cresce.

Come si lavora in un percorso

Si sceglie una sola area da delegare, non tutto insieme. Si dice in modo esplicito cosa il collaboratore può decidere da solo, cosa deve comunicarti dopo e cosa va concordato prima. Si decide come vi aggiornate, così smetti di controllare a sorpresa.

Poi viene la parte più difficile, che riguarda te. Quando arriva la richiesta di conferma, invece di rispondere fai una domanda: «Tu cosa faresti?». E accetti che all'inizio farà diversamente da come avresti fatto tu. Alla sessione successiva guardiamo cosa è successo, dove hai resistito e dove hai rimesso mano.

Il primo passo

Questa settimana, ogni volta che un collaboratore ti chiede conferma, prima di rispondere chiedigli cosa farebbe lui. Tieni il conto di quante volte la sua risposta era già quella giusta.

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